martedì 3 luglio 2018

Moto elettriche, un mondo da affrontare con nuovi occhi

Non si è ancora capito se l'elettrico sarà realmente il futuro della mobilità. Di certo stiamo vivendo un periodo che sembra di passaggio, dove molto spesso si ha la sensazione di affrontare elementi nuovi ed innovativi con un linguaggio tradizionale, legato a dei canoni estetici che appartengono ad un presente ed un passato. 
Ha senso? Ha veramente senso continuare ad approcciare le novità del mondo della mobilità con uno sguardo tradizionale. La mia sensazione è che ci sia necessità di allargare un pochino gli orizzonti ed iniziare a capire che forse è arrivato il momento di prendere coraggio ed affrontare un nuovo mondo con nuovi occhi.
Oggi quando affermiamo che una moto  è "Bella" dobbiamo ricordarci che siamo guidati da canoni estetici costruiti nel tempo e che questi partono obbligatoriamente da delle necessità tecniche inviolabili.

Il motore endodermico occupa uno spazio obbligatorio, può avere più o meno cilindri, essere raffreddato ad aria o meno, ma c'è uno spazio imprescindibile da dedicargli nella costruzione di una moto. Ora che il motore è una componente secondaria, spesso includibile nel mozzo ruota cosa succede? Succede che al momento è il pacco batterie ad essere l'elemento imprescindibile intorno al quale disegnare una nuova moto. Cambiano gli elementi e la tecnica e con tutta probabilità abbiamo bisogno di apprendere un nuovo linguaggio visivo, uditivo ed olfattivo.
Prima di etichettare come "Brutto" un nuovo modello di moto elettrica ricordiamoci che forse sarebbe meglio ricordarsi che abbiamo bisogno di un nuovo dizionario per comprendere un nuovo linguaggio.



giovedì 1 febbraio 2018

Auto elettriche 2018 guida alla scelta

Le vendite di auto elettriche in Europa (dell'ovest) fanno registrare record su record, soprattutto nei paesi dove le politiche incentivanti sono più forti, tuttavia i numeri restano bassi in relazione al totale del venduto. Servono più incentivi o più strutture di ricarica o ancora auto con maggiore autonomia?
Non si è mai parlato così tanto di auto elettriche come negli ultimi 12 mesi. Sono diversi i modelli che hanno raggiunto una discreta maturità tecnica offrendo autonomie dignitose, come:

  1. Tesla Model 3 berlina sarà disponibile nella versione base e premium. Al momento sono uscite dalla produzione 2.700 esemplari ma per le consegne bisognerà attendere oltre la metà del 2018.

  1. Nissan Leaf anche questa 100% elettrica, velocità ma km/h ricarica tra le 4/5 ore con un’autonomia che va tra 160 e 200 km/h.

  1. BMV I3 vanta un buon rapporto potenza/peso, affidabilità, bassa inerzia del rotore . Va da 0/100 in 7,3sec per una velocità massima di 150 km/h.

  1. Renault Zoe ha un autonomia di 400 km/h, anche se la casa madre dichiara che le temperature esterne e l’uso del condizionatore possono incidere sull’autonomia e indicano di media un’autonomia di 300.

Sicuramente la nuova generazione di auto che da metà di quest'anno inizierà ad essere disponibile darà ulteriore linfa a un mercato che tutti i produttori considerano quello del futuro. Per due motivi: porteranno in dote a prezzi simili o inferiori migliori equipaggiamenti e nuove tecnologie come la guida assistita.

domenica 24 aprile 2016

Dritte su come ridurre il consumo di energia ...



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martedì 18 febbraio 2014

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mercoledì 24 luglio 2013

Arriva il kit per convertire le auto tradizionali in elettriche e costerà 1.200 euro

Treviso, kit auto elettrica 23 luglio 2013

Il kit per la conversione di un'automobile tradizionale a veicolo a trazione elettrica è stato messo a punto, "ora lavoriamo per la sua omologazione". Lo dichiara Severino Dal Bo, presidente degli autoriparatori di Confartigianato Veneto, con riferimento ad un progetto definito da un team di titolari di autofficine, elettricisti, impiantisti ed esperti di elettronica aderenti a Confartigianato della Marca trevigiana.

Si tratta, ha spiegato, di un kit standard professionale in grado di superare i rigorosi test di sicurezza previsti in caso di modifiche strutturali agli autoveicoli. "Per arrivare al risultato finale – continua Dal Bo - sono stati costruiti dei complessi software che incrociano i dati del motore con quelli di cavi, velocità, potenze e via dicendo, ed è stato realizzato anche un programma al Cad che ha il compito di disegnare fin nel più piccolo particolare i pezzi che vanno usati per fare questa trasformazione".

Resta ancora da sciogliere il nodo dell'omologazione, passo indispensabile per avviare la produzione industriale del 'kit made in Treviso'. Una volta prodotto in serie, secondo quanto si è appreso, la trasformazione di una vettura utilitaria tradizionale in auto elettrica potrebbe costare intorno ai 1000 - 1.200 euro. (ANSA)

Fonte: TrevisoToday


martedì 23 luglio 2013

Rifugio d'emergenza eco-sosteniblie by IKEA

Sistemi di pannelli fotovoltaici o involucri abitativi attivi che si alimentano grazie alle energie rinnovabili: l’evoluzione green nel settore del mattone continua ad alimentarsi di nuove scoperte e geniali intuizioni. Ma cosa succede quando un colosso di mobili low cost come IKEA decide di entrare nel settore e proporre soluzioni abitative in linea con i tempi? Il gruppo svedese non è nuovo al settore delle energie pulite: un esempio sono i pannelli fotovoltaici installati in molti dei suoi punti vendita.

Oggi IKEA, in partnership con UNHCR, lancia una nuova iniziativa che, pare, non è soltanto innovativa, ma anche green. Dalla partnership tra IKEA e l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite nascono infatti nuove abitazioni d’emergenza dedicate ai profughi che si trovano senza fissa dimora.

Costruiti con materiali facili da trasportare, i moduli abitativi made by IKEA si potranno montare in meno di quattro ore e ospiteranno fino a cinque persone.

Dalle dimensioni di 3,5 metri quadrati e dotati di pannelli solari, questi nuovi rifugi per senza-tetto ideati dal colosso svedese, sarebbero più funzionali delle tradizionali tende per rifugiati ma anche più eco-sostenibili. Il sistema di rifrazione installato sul tetto di ogni rifugio può essere inclinato in modo da catturare il 70% dei raggi solari, servendosi solo della quantità necessaria per alimentare i sistemi elettrici e mantenere la giusta temperatura all’interno, sia d’inverno che d’estate.

Eravamo già abituati alla lungimiranza di Ikea nella gestione dello spazio abitativo interno ma pare che questi alloggi di emergenza battano ogni altra idea del gruppo, se non per altro, almeno dal punto di vista sociale. Le prime saranno installate in Etiopia il prossimo mese. Quali saranno le future proposte del gruppo IKEA, sempre più orientato al green ma anche alla solidarietà?

Fonte: Tuttogreen 

Il mini eolico senza la V.I.A. bocciato dalla Corte Costituzionale


Importante pronuncia della Corte Costituzionale in materia di impianti eolici di potenza inferiore o uguale a 60 kW e procedura di V.I.A. (Valutazione d’Impatto Ambientale).
Con la sentenza n. 188 del 12 luglio 2013, la Corte ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della Legge della Regione Autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale, in quanto disposizione “invasiva dell’ambito di competenza statale esclusiva di cui all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione”, ossia la competenza in materia di tutela dell’ambiente.
La normativa regionale dichiarata incostituzionale, infatti, si pone in netto contrasto con quanto previsto dal d. lgs. 152/2006, il quale comprende tra i progetti che devono essere assoggettati alla procedura di V.I.A., “l’intera categoria degli impianti eolici per la produzione di energia elettrica, sulla terraferma, con procedimento nel quale è prevista la partecipazione obbligatoria del rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali”, quindi anche in caso di limiti inferiori previsti a livello regionale.
D’altra parte, si tratta di un’interpretazione perfettamente coerente con la ratio di tutela dell’ambiente del d. lgs. 152/2006 e della normativa in materia di V.I.A., che andrebbe sempre tenuta presente soprattutto da chi intende realizzare dei progetti ambientalmente sostenibili come quelli legati allo sfruttamento di fonti rinnovabili.
  Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Stemma Repubblica Italiana
SENTENZA N. 188
ANNO 2013
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
 LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori: Presidente: Franco GALLO; Giudici : Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO,
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009 n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), promosso dal Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna nel procedimento vertente tra F.P. e il Comune di Sorso, con ordinanza del 4 ottobre 2012, iscritta al n. 297 del registro ordinanze 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 3, prima serie speciale, dell’anno 2013.
Udito nella camera di consiglio del 22 maggio 2013 il Giudice relatore Luigi Mazzella.
Ritenuto in fatto
Nel corso di un giudizio promosso da F.P. contro il Comune di Sorso, il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna ha sollevato, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Il rimettente riferisce che la parte ricorrente ha impugnato i provvedimenti amministrativi di diniego definitivo all’istanza di autorizzazione paesaggistica e alla denuncia di inizio attività da essa presentate per la realizzazione di un impianto eolico di potenza pari a 50 kW. Tali provvedimenti erano stati motivati dall’amministrazione con riferimento alla necessità di assoggettare l’intervento richiesto alla procedura di valutazione di impianto ambientale ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e della lettera c-bis) dell’Allegato III alla Parte II del medesimo decreto legislativo.
La parte privata, prosegue il giudice a quo, ritiene di aver diritto al rilascio delle autorizzazioni richieste in base al citato disposto dell’art. 5, comma 23, della legge reg. Sardegna n. 3 del 2009, nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Ad avviso del rimettente, questa disposizione regionale vìola l’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., perché è invasiva della competenza statale esclusiva in materia di tutela dell’ambiente.
Il giudice a quo afferma anche che la norma sarda censurata si pone in contrasto con quanto stabilito dalla normativa statale. Infatti, l’art. 6, commi 5 e 6, lettera a), e la lettera c-bis) dell’Allegato III alla Parte II del d. lgs. n. 152 del 2006 assoggettano alla procedura di valutazione di impatto ambientale l’installazione di qualsiasi impianto eolico, senza che assuma rilievo la circostanza che trattasi impianto mini eolico di potenza pari a 50 kW.
Quanto alla rilevanza della questione, il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna deduce che, ai fini della definizione del giudizio principale, è decisivo stabilire se, nel caso di specie, l’intervento che la parte privata intende realizzare sia soggetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale.
Considerato in diritto
1.– Il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna dubita, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, della legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Ad avviso del rimettente, la norma regionale è invasiva della competenza statale esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, stante il contrasto con l’art. 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e la lettera c-bis) dell’Allegato III alla Parte II del medesimo decreto legislativo, i quali impongono la procedura di valutazione di impatto ambientale per tutti gli impianti eolici, anche se di potenza inferiore ai limiti previsti dall’art. 5, comma 23, legge reg. Sardegna n. 3 del 2009.
2.– Successivamente alla pubblicazione dell’ordinanza di rimessione, l’art. 8 della legge della Regione autonoma della Sardegna 17 dicembre 2012, n. 25 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e settori diversi), ha aggiunto alla norma censurata un periodo in base al quale «Sia gli impianti inferiori ad 1 MW che quelli inferiori a 60 kW sono sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale qualora rientranti nella fattispecie di cui all’allegato 3, lettera c-bis), della seconda parte del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modifiche ed integrazioni».
Tale modifica non fa venir meno la necessità di esaminare il merito della questione, poiché il giudizio a quo ha ad oggetto l’impugnazione di provvedimenti amministrativi emanati sotto il vigore dell’originaria versione della disposizione legislativa regionale.
3.– La questione è fondata.
Come già affermato da questa Corte (sentenza n. 67 del 2011), il citato Allegato III alla Parte II del d.lgs. n. 152 del 2006 comprende nella lettera c-bis), senza alcuna esclusione “sotto soglia”, l’intera categoria degli «Impianti eolici per la produzione di energia elettrica, sulla terraferma, con procedimento nel quale è prevista la partecipazione obbligatoria del rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali». In conseguenza di ciò, la normativa statale prescrive inderogabilmente la procedura di valutazione d’impatto ambientale per tutti gli interventi, pur se inferiori ai limiti previsti a livello regionale.
Se, quindi, l’obbligo di sottoporre qualunque progetto alla procedura di VIA attiene al valore della tutela ambientale (sentenza n. 127 del 2010), la norma regionale impugnata, nel sottrarre a tale obbligo la tipologia degli impianti “sotto soglia”, è invasiva dell’ambito di competenza statale esclusiva di cui all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.
Deve, dunque, essere dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna n. 3 del 2009, nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 luglio 2013.
F.to:
Franco GALLO, Presidente
Luigi MAZZELLA, Redattore
Gabriella MELATTI, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 12 luglio 2013.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: Gabriella MELATTI

 
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