mercoledì 24 luglio 2013

Arriva il kit per convertire le auto tradizionali in elettriche e costerà 1.200 euro

Treviso, kit auto elettrica 23 luglio 2013

Il kit per la conversione di un'automobile tradizionale a veicolo a trazione elettrica è stato messo a punto, "ora lavoriamo per la sua omologazione". Lo dichiara Severino Dal Bo, presidente degli autoriparatori di Confartigianato Veneto, con riferimento ad un progetto definito da un team di titolari di autofficine, elettricisti, impiantisti ed esperti di elettronica aderenti a Confartigianato della Marca trevigiana.

Si tratta, ha spiegato, di un kit standard professionale in grado di superare i rigorosi test di sicurezza previsti in caso di modifiche strutturali agli autoveicoli. "Per arrivare al risultato finale – continua Dal Bo - sono stati costruiti dei complessi software che incrociano i dati del motore con quelli di cavi, velocità, potenze e via dicendo, ed è stato realizzato anche un programma al Cad che ha il compito di disegnare fin nel più piccolo particolare i pezzi che vanno usati per fare questa trasformazione".

Resta ancora da sciogliere il nodo dell'omologazione, passo indispensabile per avviare la produzione industriale del 'kit made in Treviso'. Una volta prodotto in serie, secondo quanto si è appreso, la trasformazione di una vettura utilitaria tradizionale in auto elettrica potrebbe costare intorno ai 1000 - 1.200 euro. (ANSA)

Fonte: TrevisoToday


martedì 23 luglio 2013

Rifugio d'emergenza eco-sosteniblie by IKEA

Sistemi di pannelli fotovoltaici o involucri abitativi attivi che si alimentano grazie alle energie rinnovabili: l’evoluzione green nel settore del mattone continua ad alimentarsi di nuove scoperte e geniali intuizioni. Ma cosa succede quando un colosso di mobili low cost come IKEA decide di entrare nel settore e proporre soluzioni abitative in linea con i tempi? Il gruppo svedese non è nuovo al settore delle energie pulite: un esempio sono i pannelli fotovoltaici installati in molti dei suoi punti vendita.

Oggi IKEA, in partnership con UNHCR, lancia una nuova iniziativa che, pare, non è soltanto innovativa, ma anche green. Dalla partnership tra IKEA e l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite nascono infatti nuove abitazioni d’emergenza dedicate ai profughi che si trovano senza fissa dimora.

Costruiti con materiali facili da trasportare, i moduli abitativi made by IKEA si potranno montare in meno di quattro ore e ospiteranno fino a cinque persone.

Dalle dimensioni di 3,5 metri quadrati e dotati di pannelli solari, questi nuovi rifugi per senza-tetto ideati dal colosso svedese, sarebbero più funzionali delle tradizionali tende per rifugiati ma anche più eco-sostenibili. Il sistema di rifrazione installato sul tetto di ogni rifugio può essere inclinato in modo da catturare il 70% dei raggi solari, servendosi solo della quantità necessaria per alimentare i sistemi elettrici e mantenere la giusta temperatura all’interno, sia d’inverno che d’estate.

Eravamo già abituati alla lungimiranza di Ikea nella gestione dello spazio abitativo interno ma pare che questi alloggi di emergenza battano ogni altra idea del gruppo, se non per altro, almeno dal punto di vista sociale. Le prime saranno installate in Etiopia il prossimo mese. Quali saranno le future proposte del gruppo IKEA, sempre più orientato al green ma anche alla solidarietà?

Fonte: Tuttogreen 

Il mini eolico senza la V.I.A. bocciato dalla Corte Costituzionale


Importante pronuncia della Corte Costituzionale in materia di impianti eolici di potenza inferiore o uguale a 60 kW e procedura di V.I.A. (Valutazione d’Impatto Ambientale).
Con la sentenza n. 188 del 12 luglio 2013, la Corte ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della Legge della Regione Autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale, in quanto disposizione “invasiva dell’ambito di competenza statale esclusiva di cui all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione”, ossia la competenza in materia di tutela dell’ambiente.
La normativa regionale dichiarata incostituzionale, infatti, si pone in netto contrasto con quanto previsto dal d. lgs. 152/2006, il quale comprende tra i progetti che devono essere assoggettati alla procedura di V.I.A., “l’intera categoria degli impianti eolici per la produzione di energia elettrica, sulla terraferma, con procedimento nel quale è prevista la partecipazione obbligatoria del rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali”, quindi anche in caso di limiti inferiori previsti a livello regionale.
D’altra parte, si tratta di un’interpretazione perfettamente coerente con la ratio di tutela dell’ambiente del d. lgs. 152/2006 e della normativa in materia di V.I.A., che andrebbe sempre tenuta presente soprattutto da chi intende realizzare dei progetti ambientalmente sostenibili come quelli legati allo sfruttamento di fonti rinnovabili.
  Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Stemma Repubblica Italiana
SENTENZA N. 188
ANNO 2013
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
 LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori: Presidente: Franco GALLO; Giudici : Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO,
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009 n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), promosso dal Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna nel procedimento vertente tra F.P. e il Comune di Sorso, con ordinanza del 4 ottobre 2012, iscritta al n. 297 del registro ordinanze 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 3, prima serie speciale, dell’anno 2013.
Udito nella camera di consiglio del 22 maggio 2013 il Giudice relatore Luigi Mazzella.
Ritenuto in fatto
Nel corso di un giudizio promosso da F.P. contro il Comune di Sorso, il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna ha sollevato, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Il rimettente riferisce che la parte ricorrente ha impugnato i provvedimenti amministrativi di diniego definitivo all’istanza di autorizzazione paesaggistica e alla denuncia di inizio attività da essa presentate per la realizzazione di un impianto eolico di potenza pari a 50 kW. Tali provvedimenti erano stati motivati dall’amministrazione con riferimento alla necessità di assoggettare l’intervento richiesto alla procedura di valutazione di impianto ambientale ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e della lettera c-bis) dell’Allegato III alla Parte II del medesimo decreto legislativo.
La parte privata, prosegue il giudice a quo, ritiene di aver diritto al rilascio delle autorizzazioni richieste in base al citato disposto dell’art. 5, comma 23, della legge reg. Sardegna n. 3 del 2009, nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Ad avviso del rimettente, questa disposizione regionale vìola l’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., perché è invasiva della competenza statale esclusiva in materia di tutela dell’ambiente.
Il giudice a quo afferma anche che la norma sarda censurata si pone in contrasto con quanto stabilito dalla normativa statale. Infatti, l’art. 6, commi 5 e 6, lettera a), e la lettera c-bis) dell’Allegato III alla Parte II del d. lgs. n. 152 del 2006 assoggettano alla procedura di valutazione di impatto ambientale l’installazione di qualsiasi impianto eolico, senza che assuma rilievo la circostanza che trattasi impianto mini eolico di potenza pari a 50 kW.
Quanto alla rilevanza della questione, il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna deduce che, ai fini della definizione del giudizio principale, è decisivo stabilire se, nel caso di specie, l’intervento che la parte privata intende realizzare sia soggetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale.
Considerato in diritto
1.– Il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna dubita, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, della legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Ad avviso del rimettente, la norma regionale è invasiva della competenza statale esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, stante il contrasto con l’art. 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e la lettera c-bis) dell’Allegato III alla Parte II del medesimo decreto legislativo, i quali impongono la procedura di valutazione di impatto ambientale per tutti gli impianti eolici, anche se di potenza inferiore ai limiti previsti dall’art. 5, comma 23, legge reg. Sardegna n. 3 del 2009.
2.– Successivamente alla pubblicazione dell’ordinanza di rimessione, l’art. 8 della legge della Regione autonoma della Sardegna 17 dicembre 2012, n. 25 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e settori diversi), ha aggiunto alla norma censurata un periodo in base al quale «Sia gli impianti inferiori ad 1 MW che quelli inferiori a 60 kW sono sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale qualora rientranti nella fattispecie di cui all’allegato 3, lettera c-bis), della seconda parte del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modifiche ed integrazioni».
Tale modifica non fa venir meno la necessità di esaminare il merito della questione, poiché il giudizio a quo ha ad oggetto l’impugnazione di provvedimenti amministrativi emanati sotto il vigore dell’originaria versione della disposizione legislativa regionale.
3.– La questione è fondata.
Come già affermato da questa Corte (sentenza n. 67 del 2011), il citato Allegato III alla Parte II del d.lgs. n. 152 del 2006 comprende nella lettera c-bis), senza alcuna esclusione “sotto soglia”, l’intera categoria degli «Impianti eolici per la produzione di energia elettrica, sulla terraferma, con procedimento nel quale è prevista la partecipazione obbligatoria del rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali». In conseguenza di ciò, la normativa statale prescrive inderogabilmente la procedura di valutazione d’impatto ambientale per tutti gli interventi, pur se inferiori ai limiti previsti a livello regionale.
Se, quindi, l’obbligo di sottoporre qualunque progetto alla procedura di VIA attiene al valore della tutela ambientale (sentenza n. 127 del 2010), la norma regionale impugnata, nel sottrarre a tale obbligo la tipologia degli impianti “sotto soglia”, è invasiva dell’ambito di competenza statale esclusiva di cui all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.
Deve, dunque, essere dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna n. 3 del 2009, nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 luglio 2013.
F.to:
Franco GALLO, Presidente
Luigi MAZZELLA, Redattore
Gabriella MELATTI, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 12 luglio 2013.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: Gabriella MELATTI

All'estuario del Tamigi il più grande parco eolico offshore

Dal vento che fa muovere le pale di 175 turbine installate a circa 20 chilometri al largo della costa del Kent, di fronte all'estuario del Tamigi, deriva una quantità di energia sufficiente a soddisfare i bisogni di elettricità di mezzo milione di clienti britannici.
È il primo dato che colpisce del più grande parco eolico offshore del mondo, il London Array, inaugurato al museo Turner Contemporary di Margate, Kent, alla presenza del premier inglese David Cameron. 
L'impianto è stato voluto da un consorzio costituito da tre compagnie dell'energia: E.ON, ormai uno degli operatori più noti anche sul mercato italiano, Dong Energy e Masdar. La realizzazione del parco ha richiesto, fino a questo momento, un investimento di circa 2 miliardi. «Il lavoro, considerate anche le condizioni del Mare del Nord, non è sempre stato facile - ha sottolineato Johannes Teyssen, ceo di E.ON - ma in tutte le fasi ci siamo focalizzati sulla collaborazione e il lavoro di squadra, elementi essenziali nei grandi progetti come questo». Ciascuna delle 175 turbine, fornite da Siemens, ha una capacità di 3,6 MW. Una rete di cavi sottomarini collega gli aerogeneratori tra loro e con due sottostazioni offshore a una tensione di 33 kV. Le due sottostazioni trasformano l'elettricità a 150 kV e la inviano a un'altra sottostazione, questa onshore, che la eleva a 400 kV e la immette nella rete nazionale. Al termine di quella che è stata definita la «fase 1» del progetto, il London Array ha una capacità installata di 630 MW. Sempre Teyssen ha toccato altri punti importanti da considerare quando si parla di energie rinnovabili. "La sfida, ovunque ci troviamo, sarà sempre più quella di fornire energia conveniente a bassa emissione di anidride carbonica, ma allo stesso tempo in grado di garantire la continuità del servizio». Per favorire la convenienza è auspicabile una progressiva riduzione dei costi dei materiali e dei servizi, un aspetto che tanto l'evoluzione tecnologica quanto l'esperienza che si sta accumulando nell'industria delle energie alternative saranno in grado di garantire nei prossimi anni. «Le rinnovabili - ha chiosato il numero uno di E.ON - non potranno essere sovvenzionate all'infinito. La strategia di E.ON mira alla riduzione del costo dell'energia rinnovabile». E riferendosi alla produzione eolica ha aggiunto: «Obiettivo è ridurre i costi di realizzazione dei progetti offshore del 40% e di quelli onshore del 25% entro il 2015».


Fonte: Il Giornale

lunedì 22 luglio 2013

La nova Coca Cola sarà verde e si chiamerà Life



È notizia di queste settimane che Coca-Cola sta per lanciare sul mercato Coca-Cola Life. Il prodotto abbandonerà il classico labeling rosso, per vestirsi di verde per l’introduzione di un ingrediente naturale, la stevia, che renderà la bevanda più dolce ma meno calorica.
Il lancio della nuova bibita, accompagnato dal claim “dolcificata naturalmente deliziosa e con poche calorie”, avverrà prima in Argentina, dove la multinazionale è leader di mercato, per essere poi globalizzata.
Continua a leggere l'articolo originale...

C'è correlazione tra inquinamento e autismo

Tra i rischi legati all’inquinamento dell’aria va aggiunto quello di avere figli affetti da autismo: a darne conferma è il primo studio su larga scala mai effettuato a riguardo, condotto da un gruppo di ricerca di Harvard guidato dal professor Andrea Roberts.

“Le donne incinte che sono esposte ad elevati livelli di diesel o mercurio nell’aria hanno il doppio delle probabilitàdi avere figli affetti da autismo rispetto alle donne che invece vivono in zone meno inquinate”, ha affermato lo studioso. Una simile connessione era già stata già rilevata, in passato, da studi, condotti però su un numero ristretto di donne.
Lo studio è stato effettuato incrociando i dati relativi all’inquinamento dell’aria di anno in anno all’interno di un vasto territorio suddiviso in cinque aree, rilevando poi il numero delle donne incinte nelle singole aree e l’incidenza della nascita di bambini con diagnosi riconducibili allo spettro dell’autismo. In questo modo, i ricercatori hanno potuto individuare anche le sostanze più pericolose, che sono risultate essere il particolatodel diesel e il mercurio, seguiti da manganese e altri metalli pesanti.

Essendo neurotossine, tali elementi si trasmettono da madre in figlio, fino ad avere effetti negativi sullo sviluppo del cervello del nascituro. Gli scienziati, però, sottolineano la necessità di prendere con le pinze il risultato della ricerca, dal momento che non è ancora chiaro quale sia la reale connessione tra il particolato presente nell’aria e lo sviluppo della malattia.

Per fare luce su questo si passerà ad una seconda fase dello studio, basato sull’analisi del sangue delle madri e dei figli per vedere quali elementi chimici vengono effettivamente passati ed assorbiti dai bambini: solo a quel punto, sottolineano gli scienziati, si potrà eventualmente affermare che esiste una connessione certa e individuare gli elementi inquinanti più influenti.

Ad oggi, le cause dell’autismo sono sconosciute, nonostante si sospetti di una serie di fattori generici e non genetici, legati anche all’età dei genitori, e complicanze nel corso della gravidanza. I medici escludono che l’inquinamento possa essere una causa, ma sicuramente costituisce un fattore di maggior rischio.
Fonte: Tuttogreen

Forte dei Marmi. Inaugurata la colonnina Enel per la ricarica delle auto elettriche


L'inaugurazione della colonnina Enel di Forte dei Marmi

FORTE DEI MARMI (Lucca), 20 luglio - E' stata inaugurata la prima infrastruttura di ricarica per auto elettriche di Forte dei Marmi. Il Sindaco Umberto Buratti, il Responsabile rete elettrica centro Italia di EnelGianluigi Fioriti, Giuseppe Meduri di Relazioni Esterne Enel e Guidalberto Guidi, Presidente di Ducati Energia, azienda leader nel settore della mobilità elettrica in Italia, hanno presentato la colonnina collocata in un'apposita area in piazza Marconi davanti a Palazzo Quartieri, all'ingresso del centro storico cittadino. 

La localizzazione dell'infrastruttura di ricarica è stata individuata in stretta sinergia con l'Amministrazione Comunale. In Toscana Enel promuove a Pisa il progetto emobility Italy per la sperimentazione su larga scala dell'auto elettrica: Forte dei Marmi, tra le più esclusive mete del turismo balneare italiano, è una delle prime tappe di espansione del progetto sul territorio regionale. La nuova colonnina di Forte dei Marmi è interoperabile e consente la ricarica ai veicoli elettrici strutturati secondo le norme tecniche internazionali. Presso il punto di ricarica si potrà procedere alla ricarica di un veicolo elettrico con carta magnetica di cui è possibile dopo aver stipulato un contratto con un Energy vendor. 

Una collaborazione, quella tra Enel e Comune di Forte dei Marmi, che si rafforza e che vede la sponsorizzazione dell'Azienda elettrica de "L'Oro dei Marmi", la manifestazione prodotta da Mataeria e patrocinata da Comune di Forte dei Marmi e, fra gli altri, da Presidenza della Repubblica e Regione Toscana, che per tutta l'estate propone iniziative tra cultura, sostenibilità e innovazione. I veicoli elettrici della manifestazione, così come coloro che hanno un'auto elettrica, potranno fare il pieno di elettricità presso la nuova infrastruttura di ricarica.

Si conferma così l'avvio di una partnership importante tra Enel e Comune per la sperimentazione di modelli innovativi di mobilità sostenibile e Smart Cities: Forte dei Marmi si candida da oggi a divenire sede di ulteriori sperimentazioni nel settore. Dopo l'inaugurazione i cittadini hanno potuto cimentarsi in test drive con Nissan e Ducati Energia che hanno messo a disposizione i propri veicoli. "Enel - ha dichiarato Gianluigi Fioriti - è in primo piano con numerosi progetti per la creazione di un'infrastruttura di ricarica efficiente e innovativa che consenta la diffusione su larga scala della mobilità elettrica. Per i Clienti di Forte dei Marmi vi sarà l'opportunità di ricaricare con la stessa carta la vettura sia con stazione domestica che con le stazioni pubbliche, in ogni città dove siano presenti infrastrutture di ricarica Enel, quali Firenze, Genova, Pisa, Arezzo, Pistoia, Perugia, tutti i capoluoghi dell'Emilia e altre città". 

I più moderni veicoli elettrici assicurano un'autonomia di oltre 160 km. Nel corso dei viaggi il Cliente sarà assistito da un centro di controllo di Enel Distribuzione, che consente di individuare la stazione di ricarica più vicina. Sono disponibili App per smartphone con cui gli utenti potranno ricevere e gestire le informazioni sulla loro auto elettrica e sullo stato di ricarica. L'infrastruttura di ricarica è visibile sia sul sitowww.eneldrive.it. "La luce di Enel e quella dell'Oro dei Marmi insieme per l'innovazione sostenibile - ha detto Umberto Buratti - la collaborazione con il gruppo Enel è un valore aggiunto per la manifestazione ma anche per le prospettive di sviluppo di mobilità sostenibile. Un traguardo che ben rappresenta gli obiettivi di questa Amministrazione, impegnata per il recupero dell'identità del territorio e per la diffusione di politiche di sostenibilità".

Articolo Roma, 19 luglio 2013 EGP: due accordi a lungo termine per l’eolico in Messico


EolicoEnel Green Power, tramite le società controllate Impulsora Nacional de Electricidad S.de R.L. de C.V. e Dominica Energia Limpia S.de R.L. de C.V. (“Dominica Energia Limpia”), ha raggiunto due accordi di fornitura di energia – “Power Purchase Agreement” (PPA) – con Delphi Automotive PLC, azienda leader nella fornitura del settore auto, e con Banamex, primaria banca del Messico.
I contratti di fornitura, a lungo termine, hanno un valore complessivo di circa 485 milioni di dollari statunitensi.
L’energia venduta proverrà dal nuovo impianto eolico di Dominica che Enel Green Power, tramite la società Dominica Energia Limpia, inizierà a costruire nei prossimi mesi nello Stato messicano di San Luis Potosí con un investimento previsto di 196 milioni di dollari statunitensi.
Il nuovo parco eolico avrà una capacità installata di 100 MW e un fattore di producibilità superiore al 30%, evitando l’emissione in atmosfera di 157 mila tonnellate di CO2.
In Messico, Enel Green Power conta attualmente su circa 197 MW di capacità installata, dei quali 144 MW eolici e 53 MW idroelettrici.

Ue-Cina; vicino accordo dazi pannelli solari


(ANSA) - BRUXELLES, 17 LUG - Ue e Cina ''sono molto vicine a chiudere la partita'' sulla disputa dei dazi europei sul fotovoltaico cinese. Lo riferisce oggi una fonte comunitaria. Dopo settimane di negoziati ''ora sono in corso a Bruxelles colloqui ad alto livello, che includono il commissario Ue al commercio, Karel de Gucht'' spiega la fonte Ue, secondo la quale a questo punto dei negoziati sul prezzo minimo per kWh ''il gap fra le due parti sulla carta è molto piccolo, meno di cinque centesimi''. 

Una volta risolta la questione del prezzo, nei negoziati in corso fra Ue e Cina sul commercio dei pannelli solari, secondo le stesse fonti, rimangono aperti però altri due nodi: quello del volume ''ancora da concordare'' e quello ''della durata'' delle misure. I tempi per Bruxelles ormai stringono in vista della scadenza fissata per il prossimo 6 agosto, quando in assenza di un accordo con Pechino, scatterà l'aumento dei dazi Ue sul fotovoltaico cinese, dall'11,8% a una media del 47,6%. 

''Se non viene trovata una soluzione, sarà automatico'' riferiscono le fonti che ritengono che i cinesi in questo negoziato siano particolarmente ''impegnati e costruttivi''. 

La disputa sull'export dei pannelli solari dalla Cina verso l'Ue ha scatenato di fatto una guerra che ha portato Pechino ad aprire un'inchiesta antidumping sul vino europeo. Nel 2011, l'export di fotovoltaico made in China in Europa è stato di oltre 20 miliardi di euro. Secondo i risultati preliminari dell'inchiesta Ue, tra il 2009 e il 2012 una cinquantina di aziende europee hanno chiuso proprio mentre il materiale fotovoltaico cinese esportato in Europa e' stato venduto a un prezzo in media dell'88% inferiore al suo normale valore di mercato. Permettendo cosi' alle imprese cinesi, aiutate dallo Stato, di occupare una fetta del mercato Ue pari all'80%. 

L'industria dei pannelli solari ''viene considerata strategica per la Cina e quindi ha avuto sussidi extra: oggi la capacità di produzione cinese è 1,5 volte la capacità di assorbimento globale e anche molto superiore alla stessa capacità di assorbimento dei cinesi'' riferisce la fonte Ue, che quindi ha parlato di ''grandi stock'' disponibili. (ANSA).

la nuova pala eolica di Porto Corsini

Dopo essere stata inaugurata a fine giugno, la nuova pala eolica di Porto Corsini in queste settimane è stata messa a punto e accuratamente tarata per raggiungere lo scopo prefissato della produzione di 20 mila kWh all’interno del progetto sperimentale europeo Powered, volto a rilevare le condizioni di vento nell’aria adriatica per eventuali successivi investimenti sulle energie rinnovabili, tema mediante il quale la Provincia di Ravenna punta ad avviare un restyling del porto. Link del video qui.

Fonte: Ravennawebtv

domenica 21 luglio 2013

BIOCARD : COLTURA PLURIPOTENTE di Michele Ormando

BIOCARD : COLTURA PLURIPOTENTE di Michele Ormando | Full Politic-GREENECONOMY

Ognuno di noi almeno una volta nella vita, ha ‘’maledetto’’ questa pianta perché punti dalle sue spine. Invece di maledirlo dovremmo iniziare a benedirlo!

Il Cynara Cardunculus, noto comunemente con il nome di ‘’ cardo’’, è una pianta erbacea perenne (a ciclo annuale) appartenente alla famiglia delle Asteraceae, in genere molto spinose e dai fiori simili al carciofo. E' una pianta spontanea molto diffusa nel Sud Europa cresce prevalentemente nelle zone aride del bacino Mediterraneo. Possiede una notevole resistenza ai climi siccitosi e presenta un ciclo annuale stagionale, con quiescenza estiva. La pianta ha la caratteristica di crescere spontaneamente anche in climi siccitosi, con un'elevata resa per ettaro, 15 t/ha . La sua importanza deriva dalla sua ‘’ pluripotenza’’ cioè le  varie parti del cardo possono essere utilizzate in vari settori dell’industria, da quella alimentare , farmaceutica, cartaria e nel settore di nostro interesse, quello bioenergetico.

I fiori vengono utilizzati dall’industria farmaceutica o alimentare per estrarre nutraceutici o caglio vegetale. Gli steli e le foglio possono essere utilizzati dall ‘industria cartaria per produrre ‘pasta di carta’’ oppure da recenti studi si è visto che gli steli e le foglie del Cynaria possono essere utilizzata come biomassa lignocellulosica avendo il solo 10 % di umidità. Tramite il processo di steam gasification si può produrre o Syngas oppure attraverso combustione diretta ( bruciando la biomassa) si può ottenere energia. Altro processo con cui possono essere lavorate queste biomasse, è la Steam Explosion ( trattamento idrotermico). Possiamo produrre o bioetanolo o composti aromatici , utili per la produzione di bioenergia. Infine l’olio estratto dai semi del C.Cardunculus (olio simile a quello di girasole) attraverso un particolare processo, chiamato ‘’transesterificazione’' può portare alla produzione di biodiesel. Da ciò si può evincere come questa coltura possa con lo sviluppo di nuove tecnologia da parte della green chemistry dare una grande mano per la produzione di bioenergia da biomassa lignocellulosica.

Michele Ormando

giovedì 18 luglio 2013

Come sturare il lavabo [INFOGRAFICA]

Come sturare il lavabo? Questa infografica ci mostra un metodo semplice e naturale per risolvere il problema.
Redazione

 
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