lunedì 22 luglio 2013

Ue-Cina; vicino accordo dazi pannelli solari


(ANSA) - BRUXELLES, 17 LUG - Ue e Cina ''sono molto vicine a chiudere la partita'' sulla disputa dei dazi europei sul fotovoltaico cinese. Lo riferisce oggi una fonte comunitaria. Dopo settimane di negoziati ''ora sono in corso a Bruxelles colloqui ad alto livello, che includono il commissario Ue al commercio, Karel de Gucht'' spiega la fonte Ue, secondo la quale a questo punto dei negoziati sul prezzo minimo per kWh ''il gap fra le due parti sulla carta è molto piccolo, meno di cinque centesimi''. 

Una volta risolta la questione del prezzo, nei negoziati in corso fra Ue e Cina sul commercio dei pannelli solari, secondo le stesse fonti, rimangono aperti però altri due nodi: quello del volume ''ancora da concordare'' e quello ''della durata'' delle misure. I tempi per Bruxelles ormai stringono in vista della scadenza fissata per il prossimo 6 agosto, quando in assenza di un accordo con Pechino, scatterà l'aumento dei dazi Ue sul fotovoltaico cinese, dall'11,8% a una media del 47,6%. 

''Se non viene trovata una soluzione, sarà automatico'' riferiscono le fonti che ritengono che i cinesi in questo negoziato siano particolarmente ''impegnati e costruttivi''. 

La disputa sull'export dei pannelli solari dalla Cina verso l'Ue ha scatenato di fatto una guerra che ha portato Pechino ad aprire un'inchiesta antidumping sul vino europeo. Nel 2011, l'export di fotovoltaico made in China in Europa è stato di oltre 20 miliardi di euro. Secondo i risultati preliminari dell'inchiesta Ue, tra il 2009 e il 2012 una cinquantina di aziende europee hanno chiuso proprio mentre il materiale fotovoltaico cinese esportato in Europa e' stato venduto a un prezzo in media dell'88% inferiore al suo normale valore di mercato. Permettendo cosi' alle imprese cinesi, aiutate dallo Stato, di occupare una fetta del mercato Ue pari all'80%. 

L'industria dei pannelli solari ''viene considerata strategica per la Cina e quindi ha avuto sussidi extra: oggi la capacità di produzione cinese è 1,5 volte la capacità di assorbimento globale e anche molto superiore alla stessa capacità di assorbimento dei cinesi'' riferisce la fonte Ue, che quindi ha parlato di ''grandi stock'' disponibili. (ANSA).

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